Il franchising fatto sul serio – Di Luca Fumagalli – Senior Consultant

Il franchising fatto sul serio – Di Luca Fumagalli – Senior Consultant

Il franchising fatto sul serio

Il confronto tra i franchisor italiani e quelli esteri (americani, inglesi, francesi e spagnoli, su tutti) è impietoso e spesso ci fa sembrare veri e propri “dilettanti allo sbaraglio”.

Il problema principale è che da noi solo poche aziende di eccellenza hanno assimilato alcuni concetti chiave, su cui si fonda l’uso vincente della formula.

Validazione del progetto attraverso il pilotage.

Una buona idea non basta a giustificare il ricorso al franchising. Prima l’idea deve essere sperimentata con successo grazie ad una o più unità pilota, poi si può replicare.

Standardizzazione del sistema

Una attività che funziona, di per sé, non è un format pronto per il franchising.

Il processo che porta da un concept ad un format si chiama standardizzazione.

Non è né semplice, né immediato, né intuitivo, e perciò dovrebbe essere impostato insieme ad esperti in materia.

Costruzione del progetto secondo le regole della disciplina

Il franchising viene utilizzato da oltre mezzo secolo e da migliaia di aziende nel mondo.

Chi lo ha studiato sa che esistono regole, prassi, standard, benchmark, comportamenti diffusi e condivisi, soluzioni adottate con successo per problemi comuni a tutti i franchisor.

Non serve improvvisare, inventare fantasiosi accorgimenti, costruire a modo proprio: basta imparare da quelli bravi o scegliere un consulente capace.

Obblighi di informazione preliminare e realizzazione di una contrattualistica in linea con la legge sull’affiliazione commerciale

In Italia, fin dal 2004, c’è una legge apposita, che va conosciuta e rispettata.

Nei principali Paesi del mondo ci sono leggi e regole analoghe.

Ovunque conviene essere chiari e trasparenti con i candidati, sia nella presentazione del progetto che nella scrittura contrattuale.

Le reti di successo si basano sempre su affiliati consapevoli, convinti, motivati e soddisfatti.

Know-how, manuali operativi e formazione.

Se non c’è know-how, non c’è franchising. Ma anche se non c’è capacità di trasferimento del know-how, non c’è franchising. Un franchisor che non crea manuali operativi e percorsi formativi adeguati, sta sviluppando una franchise senza futuro.

Assistenza e supporto dell’affiliato, monitoraggio dell’applicazione degli standard di sistema, problem solving

L’affiliato non è un cliente a cui “vendere il franchising” con tecniche “mordi e fuggi”, ma un partner che va seguito continuativamente e aiutato a raggiungere gli obiettivi.

Condivisione degli obiettivi nella logica win win, creazione dello spirito di squadra

Il successo del franchisor passa sempre attraverso la soddisfazione del franchisee.

Tutti e due remano nella stessa direzione. Ma non basta. La rete è fatta da più affiliati e ciascun componente, come nel calcio, contribuisce al successo o all’insuccesso dell’intera squadra.

Il franchising, quello fatto bene, passa attraverso questi principi e si rafforza nella condivisione delle economie di scala e della capacità negoziale.

La notorietà di marca che ne consegue, viene poi coltivata e accresciuta attraverso la comunicazione integrata a tre vie, tipica di questa formula.

Il franchising fatto sul serio – Di Luca Fumagalli – Senior Consultant

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Source: Franchisor

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