E-commerce: le regole sui mezzi di pagamento

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E-commerce: le regole sui mezzi di pagamento

La normativa in tema di e-commerce favorisce gli strumenti elettronici di pagamento per varie finalità, tra le quali la lotta contro la contraffazione,

un maggiore controllo circa l’elusione fiscale, nonché l’incremento della contrattazione a distanza. Al tempo stesso prevede alcune tutele per il

consumatore, per favorire la fiducia dei consumatori sull’impiego di tali strumenti.

Anzitutto, l’art. 62 del Codice del Consumo prevede che le imprese operanti on line non possono imporre ai consumatori, in relazione all’uso di

determinati strumenti di pagamento:

  • spese per l’uso di tali strumenti;
  • nei
    casi espressamente stabiliti, tariffe
    che superino quelle sostenute dal professionista.
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Quindi l’impresa può scegliere se far gravare sul consumatore il costo del servizio di pagamento; se sceglie questa soluzione, tale costo non deve

superare quello dovuto dal professionista al prestatore dei servizi di pagamento. Le indicazioni sul costo dei servizi di pagamento riguarda

ogni modalità di pagamento

(bonifici, effetti cambiari, contrassegno, assegni, contante ecc.).

Nel 2017 l’AGCM, sulla base di questa norma, ha sanzionato cinque aziende fornitrici di luce e gas (A2A, Green Network, E.ON, Edison e Sorgenia)

perché chiedevano ai clienti di pagare una commissione tra 1 e 4 euro, se sceglievano determinate modalità di pagamento delle fatture (ad es.,

bollettino postale o carta di credito). Le società sanzionate si erano difese sostenendo che il sovrapprezzo non rappresentava per loro una fonte di

margine ma consentiva solo parzialmente la copertura dei costi di gestione dei pagamenti online. Secondo l’AGCM, il costo di gestione dei pagamenti

effettuati con carta di credito, non poteva essere ribaltato dall’impresa sul cliente, indipendentemente dal fatto che tale importo corrispondesse o

meno al costo del servizio di pagamento, in quanto nessun addebito ulteriore può comunque essere giustificato e ricollegato all’utilizzo di uno

strumento di pagamento.

E-commerce: le regole sui mezzi di pagamento

Sempre in applicazione di tale norma, nel 2018 l’AGCM l’AGCM ha sanzionato alcune agenzie turistiche online (Lastminute, Volagratis, Opodo,

Govolo, Edreams, Gotogate) perché applicavano un supplemento di prezzo in relazione al tipo di carta di pagamento utilizzata per l’acquisto di voli aerei.

L’AGCM ha osservato in tale occasione che è invece consentito mostrare di default il prezzo massimo, consentendo al consumatore di visualizzare

successivamente prezzi inferiori per diverse carte di pagamento, in quanto tali variazioni rappresentano “sconti” corrispondenti a diversi metodi di pagamento.

Se viene utilizzato per l’operazione di e-commerce un istituto di emissione

di carte di pagamento, quest’ultimo deve riaccreditare al consumatore i pagamenti in caso di:

  • addebito eccedente rispetto al prezzo pattuito;
  • uso fraudolento della propria carta di pagamento da parte del professionista o di un terzo.
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L’istituto di emissione della carta di
pagamento ha poi diritto di addebitare all’impresa le somme riaccreditate al
consumatore.

Se viene quindi viene utilizzato come strumento di pagamento una carta di pagamento, l’istituto emittente deve provvedere a riaccreditare al

consumatore quando gli sia stato addebitato un importo eccedente rispetto al prezzo pattuito – indipendentemente dal fatto che la responsabilità

dell’errore sia da addebitare al professionista o all’istituto di emissione – o se vi è stato un comportamento fraudolento da parte del professionista o di un terzo.

Infine, la normativa sull’e-commerce prevede che, prima che il consumatore sia vincolato dal contratto o dall’offerta, il professionista deve

chiedere il consenso espresso del consumatore per qualsiasi pagamento supplementare oltre alla remunerazione concordata per l’obbligo

contrattuale principale del professionista.

Se il professionista non ottiene il consenso espresso del consumatore ma l’ha dedotto utilizzando opzioni prestabilite che il consumatore deve

rifiutare per evitare il pagamento supplementare, il consumatore ha diritto al rimborso di tale pagamento.

I pagamenti supplementari sono pagamenti per ulteriori prestazioni accessorie del professionista rispetto al contratto principale (ad es. il diritto di chiamata).

Può accadere che, nella procedura di realizzazione dell’operazione contrattuale, il consumatore, accettando tali ulteriori prestazioni (non

fondamentali rispetto all’oggetto principale del contratto) non si sia reso conto che ciò implica una maggiorazione del costo complessivo. In tal caso,

il consumatore ha diritto al rimborso delle spese pagate per tali “supplementi”, oltre al diritto al risarcimento dei danni.

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Tale situazione potrebbe inoltre integrare una pratica commerciale scorretta, con conseguenti sanzioni da parte dell’AGCM. Le sanzioni che

l’AGCM può irrogare a un’impresa per una pratica commerciale scorretta possono arrivare fino a 5 mln. di Euro, tenuto conto della gravità e della

durata della violazione. Inoltre, nelle more del procedimento (che è comunque piuttosto breve), l’Autorità può sospendere l’utilizzo del sito

web attraverso cui l’impresa esercita la propria attività (il che avviene molto spesso).

Avv. Valerio PandolfiniE-commerce: le regole sui mezzi di pagamento

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Source: ALI

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