I rischi di un’operazione di incasso documentario

I rischi di un’operazione di incasso documentario

I rischi di un’operazione di incasso documentario
I rischi di un’operazione di incasso documentario

I rischi di un’operazione di incasso documentario

L’operazione di incasso documentario a prima vista sembra non presentare rischi perché, se il compratore vuole ritirare la merce, deve entrare in

possesso dei documenti giacenti presso la banca e in particolare della polizza di carico che costituisce il documento rappresentativo della merce.

In realtà, nonostante che l’incasso documentario sembri offrire al venditore italiano garanzie circa l’incasso del credito,

esso comporta una serie di rischi.

La banca, infatti, si assume l’unico obbligo di eseguire le istruzioni del cedente/venditore così come impartite e cioè di consegnare i documenti al

compratore soltanto se paga l’importo, e

non assume quindi alcun impegno al pagamento

(come invece accade nel credito documentario). E’ quindi un’operazione che non offre alcuna garanzia circa il pagamento, se non l’affidabilità e la

correttezza commerciale del proprio cliente, che potrebbe non pagare.

Ma oltre a
questo rischio, ve ne sono altri. Infatti:

  • il compratore, per vari motivi (ad es. perché non è più interessato alla merce, per ottenere sconti o altro), potrebbe non ritirare più la merce che giace presso depositi/magazzini doganali, mentre i documenti sono presso la banca presentatrice che provvederà a restituirli al mittente;
  • il compratore potrebbe ritirare la merce senza pagamento o accettazione, qualora la merce venga spedita direttamente all’indirizzo dello stesso per ferrovia, posta, camion o aereo e la consegna possa essere effettuata senza che l’acquirente abbia ritirato presso la banca i documenti previsti;
  • il compratore potrebbe ritirare la merce senza documento rappresentativo, soprattutto quando si opera con alcuni Paesi, per cui, pur essendo il compratore vincolato al ritiro della merce con la consegna del documento rappresentativo, la stessa gli venga comunque consegnata.

La sicurezza di ricevere il pagamento utilizzando lo strumento dell’incasso documentario è quindi riposta solo nella serietà commerciale e nella solvibilità della controparte.

E’ pertanto sconsigliabile sempre

quando la controparte risiede in Paesi ritenuti a “rischio”, o quando la fornitura è caratterizzata da beni fabbricati ad “hoc” per il proprio cliente.

Al fine di evitare che l’importatore entri in possesso della merce senza provvedere al pagamento, occorre che l’esportatore italiano

gestisca il trasporto

(evitando i termini di resa del gruppo F degli Incoterms® 2010, e in particolare la tipologia Ex Works) e verifichi che i documenti

rappresentativi della merce (ad es. a polizza di carico) siano emessi all’ordine della banca.

E’ inoltre opportuno che il venditore italiano scelga lo spedizioniere

per avere il controllo della merce durante tutto il tragitto della stessa, e individui un mandatario nel Paese dell’acquirente, affinché lo stesso gli

possa essere di supporto in ogni circostanza e, in particolare, nel caso di mancato pagamento (cura della messa all’incanto, reperimento nuovi clienti, ecc.).

Per garantire il ritorno della merce all’esportatore italiano, questi deve affidare tutte le fasi della spedizione ad un operatore di trasporto preparato

professionalmente, che abitualmente percorra quel tragitto e che, dietro incarico scritto, garantisca che la merce, nel caso non si presenti

l’importatore con i documenti originali, non verrà consegnata e sarà imbarcata su di una nave per la restituzione in Italia.

Avv. Valerio PandolfiniI rischi di un’operazione di incasso documentario

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Source: ALI

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